“Venice Collettivo”: una ricerca in 16 sguardi

“Venice Collettivo”: una ricerca in 16 sguardi

Una fotografia intima, personale, contaminata con il linguaggio di altre arti. Da un laboratorio creativo alla mostra a Interno 3

Sondare le vie del ricordo o della sua mancanza. In un momento in cui a tanti noi sembra essere cresciuto dentro uno spazio indistinto. Lo si direbbe vuoto, ma poi lo si avverte paradossalmente abitato: dubbi e isterie mediatiche, scoramenti ed entusiasmi, attese e solitudini, incontri e solidarietà inaspettate.
La fotografia può essere un modo per raccontare/mostrare tutto questo? Per metterlo in contatto con quello che “eravamo” prima? Con ciò che (l’arte, ad esempio) l’aveva in qualche modo prefigurato?

 

 

In “I fail to remember” il visitatore può trovare intuizioni, cenni di risposta, vie da percorrere. Per il tramite di sedici sguardi, sedici progetti personali, sedici modi di tradurre in immagine il pensiero.

La mostra ospitata a Interno 3 ci racconta anche di un cammino effettuato insieme nell’ambito di un corso di fotografia creativa tenuto da Irene Ferri. Quest’ultima, insieme a Laura Tota e Ilaria Rovatti, ha selezionato alcuni dei partecipanti e li ha accompagnati nella definizione del progetto: un modo per mettersi alla prova, misurarsi con l’altro, scovare risorse che non si credeva di possedere. E, soprattutto, comprendere come l’espressione artistica sia un processo, un itinerario privo di mappe e direzioni preordinate.
Ce lo raccontano questi scatti: particolari di corpi e oggetti, dettagli e azioni da interpretare ed intuire. Qualcosa manca. Altro non è detto. Mettiamoci in ricerca.