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Info su Marco Grassi Pho

Marco Grassi Pho Nasce a Milano nel 1976. Sin da ragazzo soggiorna di frequente a Parigi, città d’origine della madre. Alla fine degli anni 80 scopre per la prima volta sui muri della capitale francese l’Arte dei Graffiti. Pochi anni dopo influenzato da questo nuovo linguaggio incomincerà a dipingere per le strade di Milano diventando uno dei maggiori protagonisti della scena italiana. Nel 1996, dopo essersi diplomato al Liceo Artistico, inizia a seguire il corso di pittura di Luciano Fabro presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, dove si diplomerà nel 2001. Negli stessi anni, inizia a lavorare in studio su materiali recuperati dalla strada: vecchi manifesti pubblicitari, lamiere arrugginite e bancali in legno, che una volta assemblati lo aiuteranno nel delicato passaggio dalla strada allo studio, a tenere vivo quel rapporto ancora essenziale con l’architettura urbana. In questa serie di opere fonde le esperienze della pittura informale dei primi anni 50, con alcuni elementi stilistici dei Graffiti. Il suo segno, caratterizzato da una forte gestualità, si impone sulle superfici con la stessa energia e prepotenza delle tag realizzate sui muri di Milano. Nel 2005, presenta la sua prima mostra personale: “La Strada come laboratorio e come modello espressivo” presso lo Spazio Guicciardini con il patrocinio della Provincia di Milano. Dal 2007 inizia un percorso espositivo che lo vede affermarsi a livello istituzionale. Le mostre “Street Art Sweet Art”, al PAC di Milano e “Junkbuilding”, alla Triennale di Milano, faranno entrare le sue opere nelle collezioni private di Banca Generali e dell’Istituto Mario Negri. Nel 2009 partecipa alla mostra collettiva “Expossible?” presso la Fondazione Corrente a Milano. Nel 2010 inizia ad esporre a Londra, Parigi e Vienna. Nel 2012 presenta: “Restituzioni”, mostra personale presso la galleria Circle Culture di Berlino. Nel 2013, insieme all’amico Matteo Bologna forma il collettivo Le Grand Verre. Inizia così una nuova esperienza multimediale che vede i due, attraverso un processo artigianale, rievocare le tecniche della fotografia analogica dei primi del 900. Nello stesso anno, in occasione della grande collettiva “POTSE68” presso la galleria Circle Culture a Berlino, Le Grand Verre si presenta per la prima volta al pubblico. Nel 2015, il regista Silvio Soldini realizza un cortometraggio su Le Grand Verre. Il documentario andrà a comporre il film “Milano 2015”. Il progetto patrocinato da Rai Cinema, Comune di Milano e Ministero dei Beni Culturali viene presentato alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Nell’agosto dello stesso anno scompare l’amico Matteo Bologna. Gli rende omaggio con “Reminisce!”, mostra in collaborazione con Avantgarden Gallery a Milano. Nel 2016 presenta nel suo studio la grande video installazione: “Ice Lake”. Dal 2017 passa molto del suo tempo nella sua casa studio a Locquirec, piccolo villaggio sul mare della Bretagna del nord. Qui la sua ricerca si concentra sul paesaggio e gli elementi naturalistici che lo compongono. Nel 2018 inizia a dipingere su grandi rocce affiorate dal mare a marea bassa, con un’argilla color ocra recuperata sulla stessa spiaggia. Il tempo di una marea e l’acqua cancella qualsiasi traccia restituendo alla roccia la sua dimensione naturale. Nel 2019 presenta: “Terrain Vague”, mostra personale presso Avantgarden Gallery a Milano. Nel 2021 in occasione del Festival di Fotografia Europea a Reggio Emilia, presenta: “Flash Back – l’immagine fantasma” presso lo Spazio C21.